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Programma

STOCKHAUSEN TRA PASSATO E PRESENTE
performance a dieci anni dalla morte del compositore

Ensemble ElettroAQustica

Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Musica “A. Casella” L’Aquila
supervisione e coordinamento di Maria Cristina De Amicis e Agostino Di Scipio

KARLHEINZ STOCKHAUSEN

Solo (1966)
per strumento melodico e live electronics
(versione per violoncello)

Gabriele Boccio violoncello

Lorenzo Canzonetti live electronics

Gesang Der Jünglinge (1955-56)
per nastro magnetico 4 canali

Daniel Scorranese diffusione del suono

Mikrophonie I (1964)
per tam-tam, due microfoni, 2 filtri e potenziometri

esecutori
Gabriele Boccio, Stefano Giacomelli, Lorenzo Canzonetti
Daniel Scorranese

Federico Mari Fiamma e Michele Mastracci regia del suono

 

In occasione del decimo anniversario della morte di Karlheinz Stockhausen (Kerpen 22 agosto 1928 – Kürten 5 dicembre 2007) il Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio dell’Aquila ha progettato l’esecuzione di tre sue opere di rilievo storico: Gesang der Jünglinge (brano interamente elettronico con diffusione quadrifonica, 1955-1956), Mikrophonie I (per tam-tam e vari accorgimenti elettronici dal vivo, 1964), e Solo (per strumento melodico e sistema di feedback, 1966). Di questo terzo brano si è messa a punto una nuova versione con violoncello.

Solo esemplifica una concezione aperta e dialogica del comporre. È una “opera aperta”, in cui la libertà e la responsabilità dell’interprete sono tanto importanti quanto il controllo esercitato dal compositore attraverso la sua notazione e le varie indicazioni riguardanti i processi di trattamento elettronico. Chi voglia interpretare Solo deve necessariamente realizzarne una propria versione, in continuità col lavoro creativo del compositore. Grazie ai dispositivi di retroazione (feedback) lo strumento dialoga musicalmente con repliche di sé stesso, in una sorta di canone frammentato e variato.

Gesang der Jünglinge è ritenuto uno dei capolavori del repertorio elettroacustico. Fu il primo lavoro la cui concezione compositiva si estendeva anche alla “spazializzazione” (posizionamento e movimento dei suoni nello spazio di ascolto). Vi sono accostati suoni di sintesi elettronica analogica ed il canto di un giovane. I due mondi – canto e suono sintetico – possono così unirsi e confondersi secondo una prassi compositiva di grande spessore teorico, tanto più impressionante oggi in considerazione dei mezzi tecnici adoperati dal compositore allo Studio WDR di Colonia sessant’anni or sono! Il “canto della gioventù” richiamato nel titolo si riferisce ad un passaggio dell’Antico Testamento (il re Nabucodonosor getta tre ragazzi ebrei in una fornace, ma costoro miracolosamente si salvano e cantano lodi al Signore).

Mikrophonie I è noto come primo rilevante esempio di musica elettronica dal vivo, e si basa in particolare sull’uso creativo e dinamico del microfono per esplorare in dettaglio – come fosse uno stetoscopio – le risonanze di un grande tam-tam. Attorno al tam-tam si svolge una sorta di rituale i cui attori sono quattro esecutori con microfoni e vari oggetti (battenti diversi, pezzi di polistirolo, contaminuti da cucina, vibratori, ecc.). Il suono viene trasformato mediante vari filtri da altri due esecutori, che regolano anche la diffusione spaziale del suono sugli altoparlanti. La partitura lascia ampia facoltà di interpretazione nel ‘montaggio’ dei vari momenti successivi. La varietà timbrica sorprendente che emerge nella mezz’ora della durata (prevista in partitura) è radicata nelle risonanze naturali di un unico corpo vibrante.

L’esecuzione dei tre lavori di questo omaggio a Stockhausen è realizzata interamente dagli studenti del Corso di Laurea in Musica Elettronica del Conservatorio “A.Casella” di L’Aquila, che hanno lavorato per ricostruire la prassi interpretativa e tutti i materiali sonori delineati puntualmente dal compositore tedesco. Un serio approccio tecnico-interpretativo al repertorio musicale elettroacustico è uno snodo importante nella diffusione e fruizione di musica basata sulla ricerca e sperimentazione di nuovi mezzi e nuove tecnologie. Come nella musica strumentale, l’esecutore elettronico può assumere dunque un ruolo decisivo, prendendosi cura delle condizioni tecniche dell’esecuzione, della regia del suono e delle necessarie relazioni con lo spazio. La prassi esecutiva diventa anche quindi anche prassi interpretativa e creativa.

 

Locandina

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