Comunicato stampa
CS010226 “La Cetra d’Asburgo”, la musica di Antonio Vivaldi protagonista del concerto il 1 febbraio con L’Arte dell’Arco diretto da Federico Guglielmo.
COMUNICATO STAMPA
“La Cetra d’Asburgo”, la musica di Antonio Vivaldi protagonista del prossimo concerto della Barattelli, il 1 febbraio, con l’ensemble L’Arte dell’Arco diretto da Federico Guglielmo.
In programma sei concerti da “La Cetra” op. 9 dedicata a Carlo VI d’Asburgo (1727)
L’AQUILA. Protagonista del concerto in programma domenica 1 febbraio all’Auditorium del Parco con inizio alle ore 18, nell’ambito della ottantesima stagione della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” è uno dei gruppi maggiormente specializzati nell’esecuzione del repertorio antico e barocco: L’Arte dell’Arco, diretto dal 1994 da uno dei suoi fondatori, il violinista Federico Guglielmo. La loro attività, che comprende concerti in tutto il mondo e registrazioni di successo per le migliori case discografiche, è particolarmente dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione della musica di grandi compositori sei-settecenteschi a partire da Johann Sebastian Bach, fino agli italiani Giuseppe Tartini, Giovanni Alberto Ristori ma soprattutto Antonio Vivaldi.
E proprio alla musica di Antonio Vivaldi è dedicato il programma originale di questo appuntamento intitolato “La Cetra d’Asburgo”. Infatti saranno eseguiti sei concerti che costituiscono il primo libro dell’op.9 “La cetra” che Vivaldi ha composto nel 1727 e dedicato all’imperatore Carlo VI d’Asburgo. Fu lo stesso Vivaldi a consegnare l’opera all’imperatore in visita a Trieste in uno storico incontro l’anno seguente. L’imperatore era un grande appassionato di musica e lui stesso si dilettava a suonare il violino. La fama di Vivaldi era ben nota a Vienna. Dopo quell’incontro Vivaldi dedicò altri lavori all’imperatore confluiti poi in altre raccolte. “La Cetra d’Asburgo” offre un percorso coinvolgente attraverso alcune tra le più significative e diverse espressioni della scrittura di Antonio Vivaldi, mettendone in luce ricchezza espressiva, inventiva timbrica e maturità formale.
Dal luminoso Concerto in do maggiore RV 189, attraversato da sottili zone d’ombra e da una vitalità che anticipa le Stagioni, al carattere intimo e affettuoso dell’RV 271 “L’Amoroso”, emerge un Vivaldi capace di alternare brillantezza e delicatezza con naturalezza teatrale. La serie prosegue con il Concerto in mi minore RV 277 “Il favorito”, esempio di perfetto equilibrio tra energia ritmica e densità espressiva, e con il più severo e introspettivo RV 202 in do minore, dove la tensione emotiva è affidata a una malinconia composta e a un dialogo intenso tra solista e orchestra. Il clima si apre nuovamente nel Concerto in fa maggiore RV 286, probabilmente destinato alla solennità liturgica di San Lorenzo, che unisce tono celebrativo e brillante invenzione melodica. A chiudere il programma è il sorprendente Concerto in si minore RV 391, con violino discordato: una delle pagine più audaci e sperimentali di Vivaldi, in cui la scordatura diventa strumento espressivo di un linguaggio inquieto. Un finale spiazzante e provocatorio sintetizza la forza inventiva e la ricca personalità del compositore veneziano, ben oltre l’immagine più celebre e identificativa legata alle Stagioni.
Con preghiera di pubblicazione/diffusione