Comunicato stampa
CS010326 Domenica 1 marzo approda a L’Aquila il “World (of) dance” del grande pianista Jan Lisiecki. Nell’ottantesima stagione della Barattelli il giovane talento canadese propone un appassionante viaggio musicale fra le forme della danza nel repertorio pianistico.
COMUNICATO STAMPA
Domenica 1 marzo approda a L’Aquila il “World (of) dance” del grande pianista Jan Lisiecki.
Nell’ottantesima stagione della Barattelli il giovane talento canadese propone un appassionante viaggio musicale fra le forme della danza nel repertorio pianistico.
L’AQUILA. Ospite del prossimo appuntamento nel cartellone della ottantesima stagione della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, in programma domenica 1 marzo al Ridotto del Teatro Comunale con inizio alle ore 18, è il grande pianista canadese Jan Lisiecki, considerato uno dei migliori della sua generazione.
Dei suoi trent’anni di età, più di un terzo li ha trascorsi esibendosi sui più grandi palcoscenici del mondo, lavorando a stretto contatto con i più importanti direttori d’orchestra e orchestre del nostro tempo, tenendo oltre cento concerti all’anno. Aveva solo 15 anni quando la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon gli ha offerto un contratto in esclusiva. Da allora, ha registrato nove album tutti premiati e riconosciuti a livello internazionale. Jan Lisiecki è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone “Young Artist” Award, oltre ad un Leonard Bernstein Award. Nel 2012 è stato nominato Ambasciatore UNICEF in Canada. Solo per citare gli inviti più recenti, si sottolinea il debutto nel 2024 con i Berliner Philharmoniker e i recenti concerti con la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, l’Orchestre de Paris, la Tonhalle-Orchester di Zurigo e la Staatskapelle di Dresda, etc.
Per questa stagione il tour mondiale in recital ha un titolo emblematico: “World (of) dance”: Jan Lisiecki propone un appassionante viaggio musicale fra le forme della danza nel repertorio pianistico. La danza accompagna l’umanità fin dalle origini, oscillando tra espressione spontanea, rito collettivo e ricerca estetica. Diversamente da altre arti, la danza è una simbiosi di musica, ritmo e movimento. Anche quando diventa musica “da ascolto”, conserva tracce del corpo e del movimento. Nell’Ottocento, con la diffusione del pianoforte, le danze entrano nel repertorio colto e si trasformano in brani da concerto. Il viaggio inizia dalle Danze tedesche D783 di Franz Schubert che uniscono semplicità formale e finezza espressiva in un contesto conviviale. Poi con Fryderyk Chopin la danza diventa linguaggio pianistico nuovo: valzer brillanti, pagine intime e la Polacca “Eroica” fondono virtuosismo e identità nazionale. Johannes Brahms rilegge il valzer come memoria storica e meditazione ritmica. Nel Novecento, compositori come Isaac Albéniz, Manuel de Falla e Béla Bartók recuperano il folklore con nuova coscienza etnomusicologica. Autori come Bohuslav Martinů e Karol Szymanowski filtrano le danze popolari in uno stile moderno, nervoso e frammentato. In America latina, Alberto Ginastera e Astor Piazzolla trasformano la danza in simbolo urbano e identitario, con caratteristiche energie e forme ritmiche.
Cambi di tecniche, stili e generi che Jan Lisiecki padroneggia con originalità e limpidezza interpretativa esaltando il pianoforte come strumento privilegiato per accogliere le forme della danza nelle opere dei grandi compositori.
Con preghiera di pubblicazione/diffusione